Libri per partire: “Gente indipendente” di H. Laxness

Gli islandesi sono un popolo di scrittori, oltre che di lettori.
Si dice infatti che per ogni islandese che legge, ce ne sia uno che scrive! non sappiamo quanto sia vera questa affermazione, ma sicuramente il numero di scrittori islandesi che hanno raggiunto fama internazionale negli ultimi anni è notevole. Per un paese di poco più di 300.000 abitanti.

Anche se il libro scelto per la rubrica di oggi è un po’ datato (fu edito per la prima volta negli Stati Uniti nel 1946), è pur sempre il capolavoro che più di altri titoli contribuì all’assegnazione del premio Nobel per la letteratura 1955 al suo autore, Halldor Laxness.
Con la seguente motivazione: “per il suo vivido potere epico che ha rinnovato la grande arte narrativa dell’Islanda”.

Anche se si tratta di un libro di quasi 75 anni fa, consigliamo questa lettura perché, a nostro giudizio, pochi altri libri lasciano intendere l’animo di un’intera popolazione come questo, un popolo
che per molto tempo è vissuto su un’isola nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico settentrionale, isolato, lontano dal resto del mondo, alla continua mercé degli elementi naturali.
L’ambientazione del romanzo è tra la fine ‘800 ed i primi del ‘900, ma qualcosa di questa atmosfera pare essersi mantenuta anche oggi in alcuni remoti villaggi non avviluppati dal flusso turistico sempre più intenso, o in alcune strutture fatiscenti che fanno da contraltare alla modernità dell’Islanda odierna o, ancora, nelle inspiegabilmente striminzite toilette di alcune case islandesi.

La trama è lunga, complessa e ricca di avvenimenti.
Il racconto è un’epopea di inizio secolo finemente intessuta su un pastore di piccole dimensioni, Bjartur, e la sua famiglia. Vi si racconta l’Islanda, narrata attraverso le vite dei protagonisti del libro.
Il protagonista ha appena comprato dopo diciotto anni di duro lavoro come pastore al servizio di un altro uomo un pezzo di terra ed una piccola fattoria, composta da una casetta di torba nella quale trovano riparo anche gli animali.
Diciotto anni spesi alla ricerca della indipendenza, che Bjartur ha finalmente conquistato.
Non si risparmia mai, anche a costo di sfruttare la moglie ed i giovani figli, per riuscire a mantenere quella proprietà che ha con così tanta fatica, acquisito. Dandosi da fare contro tutto e tutti per migliorare la propria situazione. Circondato da un ambiente ostile e da persone che spesso non capiscono questo sentimento.

Così, quando si accorge che un agnello del suo pascolo si è perso nella campagna islandese, Bjartur parte alla ricerca, lasciando a casa da sola la moglie Rósa, generando conseguenze terribili. La donna, infatti, morirà di parto mentre lui è altrove.
Questo è solo il primo di una serie di eventi che potrebbero essere correlati alla maledizione della brughiera islandese – sempre presente nei pensieri degli abitanti di quelle lande solitarie – che con perfidia si abbattono sul protagonista del romanzo e sulla sua famiglia.
Non solo la storia di un contadino alla conquista della propria emancipazione, ma anche della società islandese dell’epoca, di cui l’autore mostra le piccolezze e le meschinità.

Leggere Gente indipendente è un’esperienza forte, che vi farà riflettere, emozionare, e vi accompagnerà per molto tempo dopo che avrete terminato la lettura.
Un buon viatico per chi ha intenzione di viaggiare in Islanda!

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