Il sistema vulcanico di Krafla

Il sistema vulcanico del Krafla consiste di una caldera vulcanica basaltica e di uno sciame di fessure allungate. Quest’ultimo è largo 10 km e lungo 100 km, con direzione nord-sud. Il vulcano centrale Krafla è più vecchio di 200 000 anni e consiste di una caldera larga 10 km fiancheggiata da un esteso e basso campo, principalmente composto da flussi di lava basaltica. La stessa caldera si formò a seguito di una importante eruzione di tipo esplosivo. Entro la caldera c’è una area geotermica ad alta temperatura, oggi utilizzata per produrre energia elettrica. Un altro campo geotermico ad alta temperatura, utilizzato nei processi di sfruttamento delle diatomee, è situato al di fuori dello sciame di fessure, a Namafjall.
Due maggiori episodi vulcanotettonici sono accaduti nel sistema vulcanico del Krafla nei passati 250 anni: i Fuochi di Myvatn nel 1724-9 ed i Fuochi del Krafla nel 1975-84.

I Fuochi di Myvatn. L’episodio riferito come Fuochi di Myvatn durò all’incirca 5 anni, dal 1724 al 1729. Esso fu caratterizzato dalla maggiore attività di faglia e di rifting nel sistema vulcanico del Krafla e fu accompagnato da una serie di eruzioni sia esplosive che effusive. L’episodio ebbe inizio il 17 maggio del 1724 con scosse telluriche ed un’eruzione di tipo idromagmatico, che formò il cratere di Viti sul versante sud-occidentale del M. Krafla. Intensi terremoti e movimenti di faglia su larga scala nell’area tra il Krafla ed il lago Myvatn seguirono questa eruzione. Nel gennaio del 1726, forti terremoti furono avvertiti nuovamente e piccole eruzioni esplosive avvennero nelle colline di Leirhnjukur, ad ovest del M. Krafla. Il 21 agosto 1727 una fessura si aprì al margine nord della caldera del Krafla, mandando lava a nord-est. Otto mesi più tardi, il 28 aprile del 1728, riprese attività di rifting, con lava emessa dalla fessura di Raudkollur nella caldera del Krafla e dalla fessura di Hrossadalur, a breve distanza ad est della canonica di Reykjahlid.
Agitazioni ricominciarono in dicembre. Il 18 di dicembre una grande quantità di lava eruttò dalla fessura di Hofur e dalla corta fessura di Bjarnaflag, appena ad est della canonica di Reykjahlid. Questo episodio venne descritto con precisione dal vicario della canonica.
Ad ogni modo, il Krafla non aveva finito la sua attività ed un’altra eruzione iniziò il 30 giugno del 1729. Un fessura si aprì a Hitarholl appena a sud di Leirnjukur, mandando un gran volume di lava verso Reykjahlid e conseguentemente entro il lago Myvatn. Questo flusso distrusse quattro fattorie, inclusa quella di Reykjahlid, e costrinse il vicario e la sua famiglia a cercare ospitalità a Skutustadir. Ad ogni modo, la lava non riuscì a danneggiare la chiesa di Reykjahlid, che era posta su di una piccola roccia emergente ed ancor oggi si presenta così, completamente circondata dalla lava. Diciassette anni più tardi, nel luglio del 1746, una piccola eruzione esplosiva avvenne a Leirhnjukur, suggerendo che l’episodio vulcanotettonico al Krafla possa essere durato per 22 anni. La lunghezza cumulativa delle fessure vulcaniche formate durante i Fuochi di Myvatn, è di circa 13 km.

I Fuochi del Krafla. L’episodio dei Fuochi del Krafla iniziò nel dicembre del 1975 e durò sino a settembre 1984. Il primo segno di rinnovata attività nel sistema vulcanico del Krafla fu un aumento dell’attività tellurica nel giugno 1975, gradualmente aumentando la magnitudo delle scosse sino al 4° della scala Richter. La prima eruzione sboccò da una breve fessura a Leirhnjukur, producendo un piccolo flusso lavico e poche esplosioni. Inizialmente, l’attività sismica era confinata alla regione della caldera, ma rapidamente essa si allargò lungo la fessura verso la costa nord sino all’Oxarfjordur e verso sud sino al lago Myvatn. Questa attività di rifting fu associata ad un allargamento di 1.5 m dello sciame di fessure, ed un graben profondo 2 m si formò lungo la parte centrale del sistema di fessure. L’eruzione fu seguita da un’immediata subsidenza entro il pavimento della caldera, che formò una depressione a forma di bolla. Questo venne seguito da un graduale rigonfiamento del pavimento della caldera nei mesi successivi. Il modello di graduale rigonfiamento ed improvvisa successiva depressione ricorse molte volte negli anni seguenti. Ciascun ciclo iniziava con il rigonfiamento del pavimento al ritmo di 7-10 mm/giorno. Allorchè il rigonfiamento raggiungeva un punto critico, l’attività sismica aumentava di conseguenza sino a che avveniva un altro improvviso sgonfiamento. Tutto ciò è conosciuto come un evento di rifting. Durante i Fuochi del Krafla, l’attività di rifting proveniva da cedimenti della crosta entro la caldera e migrò da allora lungo la striscia di fessure, come indicato dallo sciame sismico che da qui si propagò. Il magma fluì all’interno e riempiendo le spaccature aperte ed in qualche caso trovando un percorso verso la superficie per produrre un eruzione.
In totale, 21 eventi di rifting avvennero durante l’episodio del 1975-84. I primi quattro eventi avvennero nell’ottobre del 1976, gennaio, aprile e settembre del 1977, ma solo gli ultimi due eventi deflattivi ebbero quale risultato una eruzione superficiale. Altri notevoli eventi di rifting avvennero, ad esempio, in marzo, luglio ed ottobre del 1980, novembre 1981 e settembre 1984. Molti degli ultimi eventi ebbero come risultato eruzioni con abbastanza emissione di lava. Dopo l’evento del 1984, riprese l’attività di rigonfiamento entro la caldera, sino a cessare all’inizio del 1985. Minori, intermittenti cicli inflattivi/deflattivi furono registrati tra il 1986 e il 1989; da allora il pavimento della caldera si sta abbassando ad un lento ma costante ritmo.
Il totale allargamento dello sciame di fessure del Krafla durante i nove anni di episodi vulcanotettonici fu dell’ordine di 900 cm; di uguale magnitudo fu quello nel peiodo dei Fuochi di Myvatn nel 1724-29. Il ritmo medio di allargamento sul lungo tempo della piattaforma in Islanda è di 1.8 cm/anno. Perciò, in due episodi di rifting relativamente corti, durati complessivamente 15 anni, il sistema vulcanico ha fatto ciò che era riuscito a fare nei precedenti 1000 anni. Questo dimostra che l’attività di rifting e di allargamento lungo i margini della piattaforma oceanica non sono processi continui, ma sono periodici e confinati ad episodi, quali quelli dei Fuochi di Myvatn e del Krafla, di sistemi vulcanici individuali.

 

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