Jokulsarlon, la laguna degli icebergs

Breidamerkursandur e la laguna glaciale di Jokulsarlon

Jökulsárlón è il più grande e più conosciuto lago di origine glaciale dell’Islanda. Situato a sud del ghiacciaio Vatnajökull, tra il Parco nazionale Skaftafell e la città di Höfn, dal 1975 crebbe dai 7,9 km² agli attuali 18 km² di superficie, a causa dello scioglimento accelerato dei ghiacciai islandesi. Una delle sue caratteristiche più sorprendenti è la presenza di numerosi iceberg che derivano dalla lingua del ghiacciaio del Breiðamerkurjökull. Vicino allo Jökulsárlón si trovano altri due laghi glaciali: il Fjallsárlón e il Breiðárlón
Breidamerkursandur è il nome collettivo per definire tutte le pianure emerse davanti ai ghiacciai Hrutarjokull, Fjallsarjokull e Breidamerkurjokull.
Al tempo dell’insediamento in Islanda (874-950), il fronte del Breidamerkurjokull era almeno 10 km oltre la fine della morena del 1894. In quel tempo, due fattorie si stabilirono sul versante occidentale del Breidamerkursandur. Una di queste, chiamata Fjall, si trovava al piede del Breidamerurfjall, mentre l’altra, Breida (con una chiesa), si trovava un poco più ad est. Entrambe le fattorie andarono distrutte tra il 1695 ed il 1720 dall’avanzamento dei ghiacciai durante il freddo periodo della Piccola Era Glaciale.
Questi ghiacciai raggiunsero la loro massima estensione post-glaciale durante l’ultima metà del diciannovesimo secolo, formando un classico ghiacciaio pedemontano. Nel 1894 la minor distanza tra il margine del Breidamerkurjokull e la linea di costa era di solo 256 m. Al fiume Jokulsà, la distanza tra il ghiacciaio ed il mare era di circa 1 km. Sin dalla metà degli anni 1890 questi ghiacciai si sono ritirati. Tra il 1894 ed il 1968 il fronte del ghiacciaio pedemontano arretrò di circa 2 km, frammentandosi nelle tre lingue glaciali che possiamo osservare oggi.
La ritirata del Breidamerkurjokull durante il ventesimo secolo a partire dal 1930 circa, portò alla formazione della laguna glaciale, Jokulsarlon, che raggiunge una profondità di circa 110 m sotto il livello del mare.

La velocità impressionante alla quale il ghiacciaio Vatnajökull si ritira suggerisce la possibile nascita di un fiordo profondo. Inoltre, questo fenomeno di scioglimento è anche visto come una minaccia a lungo termine per la Strada nº1. Delle misure di protezione per il ponte sono già state messe in atto, compresa la costruzione di una diga. Quest’ultima facilita l’accesso al sito per le macchine di cantiere e di protezione, come durante la posa di pietre per evitare agli iceberg di colpire i pilastri del ponte.

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