La penisola di Snaefellsnes

La penisola di Snaefellsnes è lunga circa 80 km ma larga solo 10-30 km. Una catena montuosa alta 700-1000 m forma la struttura ossea della penisola, che alla sua punta estrema è incoronata dallo stratovulcano Snaefellsjokull, incappucciato dall’omonimo ghiacciaio.

La catena montuosa che forma la cresta della Cintura Vulcanica di Snaefellsnes è il prodotto del vulcanismo pendolare che iniziò circa 1 milione di anni fa lungo la traccia del “mantle plume”.

Il vulcano centrale Snaefellsjokull, un viaggio al centro della terra – nella punta della penisola di Snaefellsnes vi è il perfetto cono dello strato-vulcano Snaefellsjokull, coronato da una caldera sommitale ampia 3 km. Il vulcano è alto 1446 m ed in una giornata limpida esso è chiaramente visibile da lontane località come ad esempio Reykjavik. A causa della sua maestosa statura, esso fu a lungo definito la montagna più alta d’Islanda. Comunque, il vulcano è forse meglio conosciuto per essere il punto di partenza del viaggio epico illustrato da Jules Verne nel suo classico “Un viaggio al centro della terra”.
Il vulcano Snaefellsjokull è stato attivo negli ultimi 700 000 anni. Nei passati 10 000 anni esso ha prodotto circa 25 eruzioni, tutte in epoca preistorica. Tre di queste furono eruzioni di tipo pliniano, che avvennero 9000, 3900 e 1750 anni fa e dispersero materiale di vario tipo su parte della penisola di Snaefellsnes. Le rimanenti furono piccole eruzioni basaltiche in linea, con lava e tefra emesse da condotti secondari ai piedi del vulcano.

Tra le varie località e punti di interesse che sitrovvano lungo il tragitto della penisola di Snaefellsnes, ricordiamo:

Ytri Tunga
Oltre alla laguna di Jökulsárlón e alla penisola di Vatnsnes, Ytri Tunga è il luogo più affidabile in Islanda per vedere le foche.
A pochi metri dalla spiaggia, su alcune rocce che sporgono dall’acqua, si possono vedere alcuni esemplari della colonia locale che si accalcano durante tutto l’anno. Il periodo migliore per vederle, tuttavia, è quello estivo.
Le foche che si radunano qui sono esemplari di Foca comune (Fhoca vitulina), una delle due specie comuni in Islanda. L’altra è la foca grigia. A dispetto di quanto molti pensano, l’Islanda non ospita invece più i trichechi, anche se in rare occasioni vengono avvistati nei Fiordi occidentali.
Le foche e gli islandesi hanno avuto un rapporto interessante negli ultimi millenni. Le foche, ovviamente, erano vitali per la loro sopravvivenza, grazie ai loro corpi carnosi, al grasso per l’olio e alle loro pelli impermeabili, ma nel folklore apparivano anche come misteriose e bellissime selkie. La maggior parte degli altri Paesi nordici dipingeva le selkie come malvagie, ma non l’Islanda.
In tempi più recenti, le foche sono state uccise per moda e per il loro impatto sulla pesca, in quanto spesso danneggiano le reti e le attrezzature mentre rubano le catture. Oggi, tuttavia, la maggior parte degli islandesi vede le foche come una bellissima aggiunta alla cultura della natura piuttosto che come un parassita o una pelliccia, e incoraggia i visitatori a godersele.


La foca comune è una specie costiera, non si allontana generalmente più di 20 km dalla riva; si riunisce in branchi poco numerosi rispetto ad altri pinnipedi, di solito su coste rocciose, ma anche su spiagge sabbiose o fangose e su lastre di ghiaccio. Su questi luoghi avvengono i parti (che iniziano a febbraio nelle zone meridionali dell’areale, a luglio nelle zone sub-artiche), mentre corteggiamento e accoppiamento avvengono sott’acqua. Le femmine si accoppiano nuovamente dopo il parto; adulti e giovani si trattengono a riva anche durante il periodo della muta, che segue quello riproduttivo.
La foca comune caccia pesci come acciughe, branzini, aringhe, sgombri e merluzzi; mangia anche granchi, gamberetti, calamari e altri molluschi. Occasionalmente cattura e uccide uccelli marini. Pur mantenendosi nei pressi della costa, la foca comune può immergersi fino a 500 metri di profondità durante la caccia.
La gestazione dura 9 mesi e nasce solitamente un solo cucciolo, che può pesare fino a 16 kg. In caso di parto gemellare, la madre allatta un solo cucciolo alla volta. Al contrario di altre specie di foche, a poche ore dopo la nascita la foca comune è già in grado di nuotare e, in caso di pericolo, anche di seguire il branco in fuga. Senza essere spinta o incitata dalla madre entra subito nell’acqua con cui prende immediatamente confidenza e dove la segue la madre.
In mare la foca comune è preda di orche, squali bianchi e altri grandi squali. Sulla terraferma cani randagi, volpi artiche e aquile di mare possono talvolta attaccare i cuccioli; l’orso polare, principale predatore terrestre delle foche, vive solo al margine più settentrionale dell’areale di questa specie.

Djúpalónssandur
una spiaggia sabbiosa e una baia ai piedi dello Snæfellsjökull in Islanda. Un tempo ospitava sessanta barche da pesca e uno dei villaggi di pescatori più prolifici della penisola di Snæfellsnes, ma oggi la baia è disabitata.


A Djúpalónssandur si trovano quattro pietre di sollevamento, utilizzate dai pescatori per testare la loro forza. Si tratta di Fullsterkur (“piena forza”) del peso di 154 kg, Hálfsterkur (“mezza forza”) di 100 kg, Hálfdrættingur (“debole”) di 54 kg e Amlóði (“inutile”) di 23 kg. Tradizionalmente venivano usati per qualificare gli uomini per il lavoro sulle barche da pesca: l’Hálfdrættingur era il peso minimo che un uomo doveva sollevare su una sporgenza all’altezza dei fianchi per qualificarsi.
Sulla spiaggia si trovano i resti del peschereccio Epine di Grimsby, naufragato il 13 marzo 1948.

Kirkjufell
Con i suoi 463 metri di altezza, la montagna di Kirkjufell è uno dei luoghi imprescindibili della Penisola di Snæfellsnes. La sua peculiare posizione in prossimità del mare e la sua forma conica quasi perfetta ha permesso a Kirkjufell, “la montagna della chiesa”, di divenire uno dei paesaggi più fotografati di tutta l’Islanda.
Sebbene vi siano diversi itinerari che permettano di scalare la montagna, sempre con la supervisione di una guida della zona, la maggior parte dei turisti preferiscono rimanere ai piedi della Kirkjufell per contemplare uno dei paesaggi più belli di tutta l’Islanda.


Kirkjufellfoss
Ai piedi di Kirkjufell si trova Kirkjufellfoss, una cascata piccola se comparata con altre del paese, ma senza dubbio imprescindibile per creare la magia che avvolge Kirkjufell.
Non a caso, la maggior parte delle fotografie che vedono immortalata la Kirkjufell vengono scattate proprio dalle cascate di Kirkjufellfoss!
Kirkjufell in Il Trono di Spade
Fra tutte le location di film e serie girati in Islanda, Kirkjufell è senza dubbio una delle più popolari grazie alla sua comparsa nella sesta e settima stagione di Game of Thrones.
Nella sesta stagione de Il Trono di Spade, la montagna di Kirkjufell e la cascata di Kirkjufellfoss appaiono in una premonizione di Bran, il Corvo con Tre Occhi, durante la quale gli spettatori scoprono come i Figli della Foresta crearono i temibili Estranei.
Nella stagione successiva, Kirkjufell compare in Game of Thrones per fare da sfondo ad una cruenta battaglia fra gli Estranei e alcuni dei personaggi più amati della serie, fra cui Jon Snow e Jorah Mormont.

Stykkishólmur
Il villaggio di pescatori sorge nella regione settentrionale della penisola di Snæfellsnes. Con i suoi 1240 abitanti, la comunità svolge un ruolo importante nella sua regione per i servizi ed il commercio, e vive principalmente dei proventi delle attività turistiche e di pesca.


La posizione favorevole della cittadina, grazie ad un porto naturale riparato da una pittoresca isola di basalto, fu scoperta già in tempi antichi, e nel 1550 vi fu fondato un centro di scambio. Oggi, il principale datore di lavoro del posto, dopo l’industria della pesca, è il convento di suore cattoliche.
La città prende il nome dalla piccola isola di Stykkið (“il pezzo” in islandese), situata poco lontano dal porto. Il vicino monte Helgafell ospita i resti di Guðrun Osvifsdóttir, eroina delle saghe islandesi.

Breiðafjörður
un’ampia baia poco profonda, lunga circa 125 km e larga 50 km, separa la regione dei Vestfirðir dal resto del paese ed ha un paesaggio spettacolare formato da un mare poco profondo, piccoli fiordi e baie e la parte interna della zona intertidale punteggiata da circa 3.000 isole, isolotti e scogli. L’area contiene circa la metà della zona intertidale dell’Islanda e la marea può raggiungere anche i sei metri. Lo strato roccioso fu formato durante un rift vulcanico nel tardo Cenozoico. L’area è formata da cumuli di lava basaltica che furono erosi in profondità nel Quaternario che creò i diversi siti geotermali, alcuni visitabili solamente nel periodo di bassa marea.
Nell’area sono presenti 230 specie di piante e 50 specie di uccelli nidificanti, tra cui il marangone dal ciuffo, il gabbiano glauco, l’aquila di mare, l’edredone, l’uria nera e il falaropo. La foca comune e la foca grigia hanno il loro principale luogo di ritrovo sulle isole e sugli scogli. Tra le diverse specie di cetacei si possono trovare comunemente la focena comune, l’orca e la balenottera minore.
Le isole nel Breiðafjörður sono state ininterrottamente abitate dall’uomo, anche se oggi poche sono abitate tutto l’anno. Molte isole sono usate come residenza estiva o per la raccolta di piume di edredone, che sono la risorsa principale del reddito degli allevatori.


La più importante delle isole è Flatey. In estate può essere raggiunta con il traghetto. Durante il Medioevo, specialmente nel XII° secolo, ci fu un monastero di monaci agostiniani che rappresentava il centro della cultura islandese. Il più esteso manoscritto medievale, il Flateyjarbók fu scritto qui. Successivamente, l’isola divenne un importante centro commerciale.

 

 

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