10 buoni motivi per visitare le Isole Svalbard

 

Alla fine di questo articolo, che contiene una serie di buoni motivi per visitare le Isole Svalbard, starai probabilmente cercando un volo per Longyearbyen. Questo arcipelago di isole è straordinario per molti aspetti, oltre che per la sua posizione geografica a soli 1000 chilometri dal Polo Nord. Arrivarci non è così complicato come si potrebbe pensare e le esperienze che si possono fare sono tante e diverse, sullo sfondo poi di una natura selvaggia e in gran parte ancora incontaminata. 

Svalbard- fiordo

10 buoni motivi per visitare le Isole Svalbard (e cosa vedere)

 

1. La cittadina più a nord del mondo

Longyearbyen è a tutti gli effetti il centro permanentemente abitato più a nord del mondo, anche se ce ne sono moltissimi altri che rivendicano questo ambito titolo. Già questo è un buon motivo per recarsi alle Svalbard, spinti dal desiderio di arrivare in cima al mondo. Si trova a 78° nord di latitudine sull’isola di Spitsbergen, la principale dell’arcipelago, nonché l’unica tra tutte in cui vi sono insediamenti. La piccola cittadina è dotata di un’università, una scuola, un piccolo centro ospedaliero (anche se piuttosto scarno), un supermercato, una cantina di vini, un birrificio e ovviamente una chiesa rigorosamente in legno. 

2. A tu per tu con i ghiacciai

Per gli amanti dell’Artico, i ghiacciai sono una tappa imperdibile. E alle Svalbard non mancano di certo, coprendo ben il 60% del suo territorio per un totale di 7 mila chilometri cubi di ghiaccio. In questo arcipelago si trova anche una delle calotte glaciali più grandi al mondo, la terza in Europa, quella dell’Austfonna. I ghiacciai delle Svalbard rappresentano il 6% del totale mondiale, se escludiamo le enormi distese della Groenlandia e dell’Antartide, e hanno indicativamente 3000-4000 anni d’età. Ci sono moltissimi tour guidati per scoprire la bellezza primordiale di questi giganti azzurri, alcuni in motoslitta nel periodo invernale e altri invece con gommoni via mare nel periodo estivo. In entrambi i casi, adrenalina e stupore sono assicurati.

3. L’eldorado dei geologi

Se sei appassionato di geologia, devi andare alle Svalbard. Difatti questo è l’unico luogo al mondo dove si possono rintracciare rocce di ogni periodo. Alcuni ricercatori dell’Università di Cardiff hanno perfino scoperto la presenza di un’antica foresta pluviale, rinvenendo durante le loro ricerche sul territorio resti vegetali fossilizzati di alberi equatoriali. Fa strano pensare che 380 milioni di anni fa questo freddissimo arcipelago ospitava una verdissima e impenetrabile radura, solo per il fatto di trovarsi localizzato nei pressi dell’Equatore e non vicino al Polo come adesso.

Svalbard - ghiacciaio di Marcela Cardenas - nordnorge.com.jpg

Fronte del ghiacciaio – Fotografia di Marcela Cardenas su nordnorge.com

4. Il regno dell’orso polare

“Benvenuti alle Svalbard, inospitale regno dell’orso polare”, potrebbero tranquillamente annunciare le hostess mentre l’aereo scende lento nel fiordo dinanzi Longyearbyen. Si contano più di 2600 orsi su un ampio territorio che include non solo l’arcipelago delle Svalbard ma anche la regione del nord del mare di Barents e i territori russi a est di Franz Josef Land. A causa della presenza di questi grandi predatori, non si può uscire da Longyearbyen senza fucile o la scorta di una guida armata. Due cartelli stradali segnalano la loro presenza “su tutto il territorio delle Svalbard” (in norvegese appunto “Gjelder Hele Svalbard”), uno posto lungo l’Adventfjorden e l’altro poco dopo il porto sulla strada verso l’aeroporto. Non sono da considerarsi solo simpatici e iconici cartelli sotto i quali scattarsi un selfie, appositamente installati per l’allegria dei turisti. Non è infatti raro che gli orsi si avvicinino al centro abitato, tanto che negli ultimi anni purtroppo sono stati molti gli incontri ravvicinati con l’uomo con conseguenze fatali per entrambi. 

5. Un santuario di mammiferi marini

I mari e le coste delle Svalbard pullulano di mammiferi marini. I grandi protagonisti sono orsi polari, enormi trichechi, 5 diverse specie di foche e 12 tipi di balene. Il modo migliore per osservarli, a debita distanza e in sicurezza, è con spedizioni in barca o gommone. Ci sono poi anche mammiferi terrestri e qui merita una menzione speciale la volpe artica, una vera campionessa di resistenza in un ambiente molto ostile. Il freddo non la scalfisce e il suo manto cambia colore dall’inverno all’estate per mimetizzarsi tra le distese innevate o la spoglia tundra. Interessante è la storia di una volpe che ha percorso 3.500 chilometri in 76 giorni dalle Svalbard al Canada, il più lungo mai registrato per un esemplare di questa specie. Un record a cui è stato possibile assistere grazie agli studi del Norsk Polarinstitutt, l’istituto norvegese per la ricerca polare, che nel 2017 aveva installato sull’animale un dispositivo di localizzazione.

6. Scoprire le grande imprese polari

Appassionati di spedizioni polari all’appello! Se solo leggendo i nomi dei grandi esploratori come Nansen, Amundsen e Shackleton la tua mente comincia a vagare e perdersi, le Svalbard non ti deluderanno. Ci sono almeno 3 cose che devi sapere al riguardo. 

L’arcipelago infatti fu teatro della sfortunata avventura nei cieli artici di Umberto Nobile e del Dirigibile Italia alla scoperta del Polo Nord. Dopo una violentissima tempesta, il dirigibile si schianta sul pack e l’equipaggio sopravvissuto vi rimane per ben 48 giorni in attesa di soccorsi. Una storia che merita di essere conosciuta e che ti consigliamo di approfondire con questo articolo di Storica di National Geographic.

A Longyearbyen puoi visitare il North Pole Expedition Museum, un museo che raccoglie foto, libri e moltissimi cimeli sulla storia delle esplorazioni polari, soprattutto con mezzi aerei. Tutto è gestito dal milanese Stefano Poli che vive alle Svalbard dal 1995. 

Infine Ny-Alesund, raggiungibile solo in estate con un’escursione giornaliera o con le crociere settimanali, ospita la stazione Artica “Dirigibile Italia” del CNR che, assieme ad altre 11 stazioni di altre nazioni, svolge ricerca scientifica in diversi campi. 

Orso Polare Svalbard

7. Longyearbyen, un piccolo mondo in miniatura

Chi mai potrebbe immaginare che una minuscola cittadina del più profondo Artico, a due passi dal Polo Nord, possa ospitare una Little Thai. Questa è una delle particolarità di Longyearbyen, una società multiculturale con più di 50 nazionalità diverse. Ecco così che incontriamo norvegesi, svedesi, tedeschi, francesi, italiani, russi, ucraini, cileni e thailandesi. Proprio quest’ultimi sono la comunità straniera più numerosa dopo gli svedesi. Ma come ci sono arrivati? Leggenda vuole che il primo cittadino thailandese sia una donna giunta alle Svalbard negli anni Ottanta per una love story con un minatore norvegese in vacanza in Thailandia.

8. Un salto indietro nel tempo nella città fantasma di Pyramiden

Indiscutibile che Pyramiden sia tra le esperienze più sopra le righe da fare alle Svalbard, sicuramente un buon motivo per un viaggio così tanto a nord. Oggi è una città fantasma, raggiungibile solo tramite motoslitta in inverno e barca in estate. Un tempo era base mineraria russa dotata di due scuole, una piscina, un ospedale, un cinema/teatro, varie palestre, un campo da basket e una grandissima mensa. Era abitata da una piccola comunità a maggioranza russa e ucraina che ovviamente viveva secondo i canoni sovietici. Tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento Pyramiden contava quasi 1000 abitanti, e forse fu anche sede del KGB. Nel 1998 poi, per ragioni legate al crollo dell’URSS e la crisi economica della miniera, tutti furono obbligati a trasferirsi. Restano ancora oggi le case e gli edifici pubblici, praticamente intatti grazie al gelido clima. Per saperne di più, guarda la puntata del programma Rai Ghost Town dedicato a Pyramiden.

Svalbard - Pyramiden 2di Marcela Cardenas - nordnorge.com.jpg

Panoramica di Pyramiden – Fotografia di Marcela Cardenas su Nordnorge.com

9. Degustare la birra più a nord del mondo

Alle Svalbard non manca davvero nulla, neanche la birra artigianale. Per realizzare il sogno di un birrificio così a nord, lo Svalbard Bryggeri. si è dovuto mettere mano a una legge del primo novecento che proibiva la produzione di alcolici nell’arcipelago. Tutto merito di Robert Johansen, ex-minatore, oggi pilota di una piccola compagnia aerea che si è trasferito alle Svalbard a soli ventidue anni. Questa birra ha qualcosa di speciale: è realizzata con il 16% di acqua del ghiacciaio. No, non è solo marketing. La si può bere nei ristoranti e bar di Longyearbyen, acquistare al negozio di alcolici dentro il supermercato oppure si può visitare il birrificio e partecipare a una sostanziosa degustazione. 

10. Provare l’emozione del sole di mezzanotte e della notte polare

Per la loro estrema latitudine, le Svalbard vivono pienamente il fenomeno naturale del sole di mezzanotte e della notte polare. Indicativamente dal 20 aprile al 22 agosto, il sole non scende mai sotto la linea dell’orizzonte regalando 24 ore di luce, e un sacco di tempo per godersi il paesaggio. Al contrario, in inverno, per l’inclinazione dell’asse terrestre, il sole resta al di sotto generando un buio pesto perenne. Cosa si può fare allora? Dedicarsi alla socialità e alla condivisione. Vengono organizzati moltissimi eventi culturali, dall’Art Break Svalbard a novembre fino al Polar Jazz in febbraio.  Oppure andare a caccia dell’aurora boreale, in orario diurno e notturno!

Aurora boreale alle svalbard

Se sei interessato a un viaggio di gruppo alle Svalbard, puoi scriverci una mail per conoscere i nostri prossimi tour oppure puoi farti un’idea sfogliando il nostro catalogo!

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